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la fuffa dei sindaci a illegittimità diffusa

considerazioni di L. Oliveri

La fuffa dei sindaci ad illegittimità diffusa

 

Oggi su La Stampa questo articolo esalta in ditirambi ed endecasillabi sciolti i bravissimi sindaci della sinistra, che "innovano". Come? Andando in bici, nominando donne nelle giunte. L'esaltazione della fuffa, che non ha alcun rilievo nell'amministrazione di ogni giorno.

Ma, in più, la laude si sofferma sulla nomina dei "consiglieri delegati". Peccato che i consiglieri comunali non possano essere delegati. E' una prassi moto diffusa, ma totalmente illegittima, perchè si allarga surrettiziamente la funzione delle giunte violando, per altro, la separazione delle funzioni di giunta e consiglio comunale. Inoltre, altra cosa che nessuno mai indica, il sindaco non può delegare proprio nessuno, nè assessori, nè consiglieri. Le deleghe sono previste solo dalla legge e per funzioni estremamente limitate che non concernono la funzione degli assessori. Nessuno che legga mai il d.lgs 267/2000, il testo unico degli enti locali, e si accorga che, per altro, gli assessori non hanno rilevanza individuale, non sono dei "ministri locali". Gli assessori rilevano solo come componenti di un organo collegiale, che svolge funzioni di supporto ai sindaci.

Ancora, l'articolo, nei suoi esametri trocaici in osanna al "nuovo", riporta con commozione l'idea di Pavia di istituire l'assessorato alla felicità. Un'idea tanto demagogica quanto scioccamente posta a lasciar intendere che un sentimento possa essere guidato e regolato dalla funzione amministrativa (ne scrivemmo in passato già qui).

Infine, massima emozione, commozione e tremore per il nuovo sindaco di Firenze, che nomina 4 consiglieri personali e per questo esaltato, portato a fulgido esempio del "nuovo che avanza" e della "svolta buona". La svolta, cioè, che conserva le vecchie abitudini delle conventicole. Al sindaco, dunque, non basta avere gli assessori, ma gli occorrono i consiglieri "personali", sia chiaro. E' la persona che conta, il "signore", il "principe". Ed i menestrelli di corte cantano ed esaltano. Bentornato, Medio evo...

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