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25/06/2020 - Dirigenti con il corso-concorso 

tratto da Italia Oggi - 24 Giugno 2020
Dirigenti con il corso-concorso 
di LUIGI OLIVERI
Italia Oggi - 24 Giugno 2020
 
Corso concorso per accedere alla dirigenza statale, ma con molte deroghe. Tra gli emendamenti alla legge di conversione del dl 34/2020, proposti dai relatori, v' è quello dedicato alla modifica dell' articolo 28, comma 1, del dlgs 165/2001, dedicato all' accesso alla dirigenza nello Stato e negli enti pubblici economici. Attualmente, la norma prevede che l'accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene con due modalità. La prima è il concorso per esami indetto dalle singole amministrazioni; la seconda, il corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.
L' emendamento punta a potenziare e di molto l' attività della Scuola della pubblica amministrazione, trasformando il corso-concorso come punto di accesso principale e prioritario per la dirigenza. Si prevede, infatti, che «l' accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici economici avviene per corso-concorso selettivo di formazione bandito entro il 30 marzo di ogni anno dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione nazionale dell' amministrazione». L' idea della periodicità cadenzata per legge delle procedure di reclutamento viene dalla riforma Madia della dirigenza, mai entrata in vigore, ed è stata abbracciata anche dalla legge 145/2018; torna in auge con questo emendamento. Tuttavia, assicurare che davvero annualmente la Scuola superiore della pubblica amministrazione possa attivare e "sfornare" i nuovi dirigenti di stato ed enti pubblici economici è una scommessa tutta da vincere.
Per questo, l' emendamento non trascura altre ipotesi. E prevede che qualora risulti impossibile il rispetto della cadenza annuale del corso-concorso, allora al reclutamento del personale dirigenziale si provvederà «mediante il concorso unico di cui all' articolo 4, comma 3-quinquies, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101». Anche il concorso unico è una chimera da tempo inseguita, senza molti risultati. Indubbiamente, l' ipotesi di una centralizzazione della procedura per la dirigenza statale appare molto più semplice rispetto all' idea dei mega concorsi pubblici unici perseguita più volte e da ultimo con la legge 148/2018, senza seguito. Le modalità di gestione telematizzata e semplificata dei concorsi, introdotte dagli articoli 247-249, proprio del dl 34/2020, rendono l' impresa del concorso unico per l' accesso alla dirigenza molto più concretizzabile delle velleità del passato. Resta, tuttavia, un problema.
Il concorso unico va bene per tipologie di qualifiche dirigenziali standardizzabili o trasversali, con la creazione di una graduatoria unica alla quale gli enti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici economici possano accedere secondo ordini di priorità da definire. Come, allora, reclutare professionalità dirigenziali molto specifiche e quindi non tipizzabili? L' emendamento risponde anche a questa eventualità, consentendo «eventuali deroghe» al corso-concorso o al concorso unico, purché «autorizzate dal Dipartimento della funzione pubblica della presidenza del Consiglio dei ministri a fronte di richieste che dimostrino la sussistenza di specificità delle funzioni e di peculiari qualificazioni professionali».
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